Blog : Architettura

Restauro

Elaborati per l’esame restauro

L’Arsenale del Lloyd era ai tempi del suo utilizzo simbolo e motivo d’orgoglio per la città di Trieste.
Abbiamo ritenuto quindi opportuno adibire ad una funzione pubblica tale edificio, cosicché possa almeno in parte essere usufruito dagli abitanti. Mantenendo la destinazione di quella che era la zona amministrativa dell’arsenale ad uffici dell’autorità portuale di Trieste, abbiamo deciso di porre una sede dell’università di architettura di Trieste in quella che era la zona dedicata ad officine e magazzini, nonché una serie di locali con libero accesso al pubblico come un bar, una biblioteca e una sala lettura. Nuove funzioni necessitano di nuovi spazi, che non vogliono cancellare la storia dell’edificio ma diventare punto di partenza del nostro progetto. Manteniamo inalterato il disegno della facciata esterna, con i suoi caratteri tipici del Rundbogenstil di fine ‘800, intervenendo sul tamponamento di alcuni archi avvenuto negli anni, modificando il di-segno originale solamente nel posizionamento di scale esterne in acciaio. Internamente agiamo invece con l’intenzione di rompere la simmetria e ripetitività che caratterizzano il complesso, tramite una ripartizione interna della muratura non regolare. Per un migliore utilizzo dell’intero complesso è stato necessario anche un intervento sulla pavimentazione esterna tra i magazzini, in modo tale da connettere i diversi edifici tramite una successione di spazi pedonali ed aree verdi, con il posizionamento di piante e panche. Necessaria infine l’attualizzazione del complesso dal punto di vista tecnologico, tramite il posizionamento di ulteriori scale, ascensori e nuovi impianti.
PROF.ANDREA BENEDETTI
PROGETTO: Valentina Amarilli, Davide Scomparin, Giacomo Scarpa

Restauro

Restauro

Restauro

Restauro

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Interni

riparazione e noleggio biciclette

Volendo condensare in poche parole-chiave l’esperienza del corso, potremmo assegnarle un titolo, individuandolo nei termini: il filo rosso della continuità. È infatti questa la delimitazione di campo entro cui si condurranno le osservazioni e le speculazioni progettuali; esplorando le modalità con cui una superficie può trasformarsi in volume, mantenendo la continuità nel proprio sviluppo, lungo tutte le sue coordinate spaziali. Si affronterà il tema a partire dalla consapevolezza che le superfici, anche quando composte a recingere uno spazio, non individuano necessariamente un oggetto architettonico, ma possono essere studiate e manipolate come realtà astratta, lavorando su processi che generino le forme. Un approccio al progetto che trae avvio come esplorazione attiva, attingendo dalla medesima materia per ricavarne successive risultanze formali, ogni volta differenti. Si opererà sulla superficie assumendola in partenza come entità neutrale, per quindi piegarla in volume senza nulla aggiungervi, inducendola a trasformarsi in obbedienza a molteplici verbi, quali: incidere, piegare, avvolgere, intersecare; ma anche comprimere, intrecciare, distendere; oppure sollevare, pressare, ruotare. Trasformata in entità attiva, la superficie finale mostrerà tensioni e reciprocità interne, separazioni, prossimità, compressioni. Impostata interamente sulle proprietà topologiche, questa fase della sperimentazione ignora consapevolmente i concetti di scala metrica, misure antropiche, utilità. Seguendo i vecchi insegnamenti di Bruno Munari quando univa l’origami (arte di piegare la carta) con il kirigami (arte di tagliare la carta) per creare le sue indimenticabili sculture da viaggio. Seguendola sua capacità di manipolare un oggetto astraendosi dalla sua quotidiana operatività.

il risultato del corso è un padiglione per riparazione e noleggio biciclette.

PROF. FRANCA PITTALUGA
PROGETTO: Davide Scomparin

Interni

Interni

Interni

Interni

InterniInterni

Interni

alluvionamento programmato
alluvionamento programmato

urbanistica: alluvionamento programmato

Abbiamo provato a dare risposta alle problematiche relative al rischio idraulico prendendo in esame per la nostra esercitazione Casalserugo, uno dei comuni più colpiti a seguito dell’alluvione del novembre 2010 che ha colpito il veneto. Non pensiamo che agire sul comune di Casalserugo possa risolvere i problemi in maniera complessiva, ma può rappresentare un valido esempio di pianificazione e prevenzione del rischio idraulico per tutti quei comuni che si affacciano su un arteria fluviale rilevante. La nostra ipotesi di progetto  prende in esame differenti tecniche di intervento, individuando aree sufficientemente vaste e opportunamente dislocate in ambito rurale, da dedicare ad ambienti golenali, per laminare le portate di piena (alluvionamento programmato) al fine di scongiurare il pericolo di alluvione in zone abitate.

PROF. Roberto Trevisiol
PROGETTO: Davide Scomparin – Giacomo Scarpa

alluvionamento programmato

alluvionamento programmato

alluvionamento programmato

alluvionamento programmato

alluvionamento programmato

alluvionamento programmato

alluvionamento programmato

alluvionamento programmato

esame progettazione 3

esame progettazione 3

Il Progetto per l’esame di progettazione 3 è collocato nella città di Cordoba in Spagna e fa parte di un bando di concorso promosso dalla Fondazione d’architettura contemporanea per la costruzione della nuova sede. Nella fase preliminare del progetto abbiamo dovuto confrontarci con la complessa realtà in cui ci si chiedeva di posizionare la sede. Il sito infatti era posizionato in pieno centro storico con affaccio alle rovine di un tempio romano e comprendeva la riqualificazione ipotetica di uno dei maggiori parchi storici del centro.

PROF. FERNANDA DE MAIO
PROGETTO: Davide Scomparin – Alessandro Penzo

progettazione 3

Progettazione 3

Progettazione 3

Progettazione 3

Progettazione 3

Progettazione 3

Progettazione 3

Progettazione 3

Progettazione 3

Progettazione 3

Progettazione 3

workshop 2

risultati del workshop 2

nel workshop 2 abbiamo lavorato a strutture insediative flessibili e trasformabili, duttili alle diverse specificità di contesto urbano, territoriale, sociale; prevedendo una dotazione minima di elementi infrastrutturali con possibilità di accrescimento nel tempo delle singole unità insediative, costruendo un sistema ‘poroso’ che possa essere modificato anche attraverso forme di partecipazione diretta. E’ un’applicazione speri-mentale con l’obiettivo di predisporre un possibile prototipo.Le combinazioni variabili sono anche dettate dalla diversità dei contesti, prevedendo un adattamento a differenti morfologie del suolo in luoghi con predominante paesaggistica e storica, come nel caso dei numerosi centri minori abruzzesi colpiti dal sisma che costituiranno da sfondo e da destinatario dei lavori prodotti. Un’altra finalità è quella di predisporre sistemi a bassa densità e con alti requisiti di ‘naturalità’ dell’insediamento, allo scopo di renderne più facile, dopo la fase di emergenza, la trasformazione in strutture e spazi pubblici.
PROF.CARMEN ANDRIANI
PROGETTO: Davide Scomparin

workshop 2

workshop 2

workshop 2

workshop 2

workshop 1

Elaborati per l’esame del workshop 1

ll Workshop 1 ci ha permesso di approfondire il tema della residenza. Il lotto si trova nel comune di Arquà Petrarca, nel cuore del Parco Regionale dei Colli Euganei, in provincia di Padova.
L’area è già Urbanizzata, pertanto destinazione d’uso e cubatura erano già determinati. Lo scopo principale era quello di riuscire ad ottenere un buon progetto di architettura,
che riuscisse ad integrarsi con il paesaggio e l’edificato esistente, rispettando i vincoli imposti dagli strumenti urbanistici. Il progetto prevede la realizzazione di 19 unità abitative disposte su due
livelli: al piano terra troviamo le unità con una o due camere, al piano primo sono state collocate le unità abitative con tre camere. In tutti gli alloggi l’accesso è indipendente e le abitazioni del primo livello sono dotate di un giardino privato realizzato sul tetto verde. Quest’ultimo copre le unità del piano terra e oltre a garantire un maggior isolamento termico e acustico degli alloggi, contribuisce integrare l’intervento con il paesaggio e ne limita l’impatto.
Il rapporto con il contesto circostante e il radicamento al luogo viene poi completato dall’andamento irregolare del corpo di fabbrica, che si adatta alla morfologia del lotto e delle curve di livello.
PROF. FABRIZIO FONTANA
PROGETTO: Davide Scomparin – Gianluca Stefani

workshop 1

workshop 1

workshop 1

workshop 1

 

Elaborati per l’esame di  progettazione 2

Il progetto per l’esame di progettazione 2 consiste in un edificio a destinazione prevalentemente residenziale, che comprende una galleria espositiva con bookshop e piccola sala conferenze. L’edificio è progettato per un lotto non ricostruito dopo il secondo dopoguerra, ma che presenta tracce della costruzione originaria distrutta.
L’edificio è posto in rapporto diretto contatto ad una serie di pre-esistenze e dovrà dialogare con esse.
PROGETTO: Davide Scomparin – Francesca Ferrari

 

esame Progettazione 2

esame Progettazione 2

esame Progettazione 2

esame Progettazione 2

esame Progettazione 2

esame Progettazione 2

esame Progettazione 2

Esame progettazione 1

Elaborati per l’esame di  progettazione 1

Il corso è stato svolto completamente a mano, sia alle revisioni sia per
l’esame, tavole e modelli. Il tema, la casa per la residenza estiva di un’artista nella pineta di Eraclea.
PROF. G. Rakowitz
PROGETTO: Davide Scomparin

Esame progettazione 1

esame progettazione 1

 

esame progettazione 1

esame progettazione 1

Progettazione 1